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Il Durc dopo il “Decreto del Fare”: modifiche sostanziali

 

La recente conversione in legge del decreto 69/2013, cosiddetto decreto del fare, ha apportato alcune modifiche anche in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC). Il Documento Unico di Regolarità Contributiva è un certificato unico che attesta la regolarità di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi ed anche in tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di INPS, INAIL e Casse Edili. Tale certificato è necessario prevalentemente per lo svolgimento dei lavori nel settore edile, sia in caso di appalto pubblico sia in caso di lavori privati. Con la circolare n. 36 del 6 settembre 2013, il Ministero del Lavoro ha fornito i primi chiarimenti in merito alle suddette modifiche le quali, nello specifico, riguardano: 

DURC e crediti certi Il documento unico di regolarità contributiva può essere rilasciato qualora si sia in presenza di una certificazione che attesti l’esistenza e, soprattutto, l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni, di valore almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte del soggetto richiedente. 

Lavori privati in edilizia In caso di lavori privati di manutenzione in ambito edile realizzati direttamente in economia dal proprietario dell’immobile senza l’intervento di un’impresa, non sussiste l’obbligo della richiesta del DURC agli istituti o agli enti abilitati al rilascio. 

Fasi dei lavori per i quali è richiesto il DURC In base alla fase del contratto di appalto, la pubblica amministrazione deve richiedere il documento unico di regolarità contributiva in differenti momenti. Un DURC dovrà essere richiesto al momento della verifica dell’autocertificazione di regolarità contributiva fatta dall’impresa per la partecipazione alla gara, ed inoltre, una volta aggiudicato il bando, per la fase di stipula del contratto. Poi, il documento è richiesto nelle fasi legate al pagamento o allo stato di avanzamento dei lavori, per il rilascio del certificato di collaudo e per l’autorizzazione al subappalto. 

Contratti pubblici per lavori, servizi e forniture E’ stato rafforzato l’obbligo delle stazioni appaltanti e degli enti aggiudicatori di acquisire il DURC dell’affidatario direttamente d’ufficio. Questa procedura si applica, nel caso dei lavori pubblici, non solo per l’affidatario ma anche per tutti i subappaltatori Ottenimento di un DURC negativo Al verificarsi di questo caso, le amministrazioni e gli enti aggiudicatori sono tenuti a trattenere l’importo corrispondente all’inadempienza dal certificato di pagamento per riversarlo direttamente all’istituto interessato. 

Validità del DURC E’ stata incrementata la validità del documento unico di regolarità contributiva passando da 90 a 120 giorni. Il Ministero del lavoro precisa che i DURC rilasciati prima del 21 agosto (data di conversione del decreto del fare) godranno di una validità di 90 giorni, come stabilito dalla normativa precedente, mentre per quelli emanati successivamente la durata della validità decorrerà dalla data di rilascio. 

Verifica degli enti preposti al rilascio del DURC Qualora mancassero i requisiti necessari al fine dell’emanazione del documento unico di regolarità contributiva, gli enti preposti al rilascio sono tenuti ad invitare l’impresa ad adempiere attraverso lo strumento della posta certificata ed a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a 15 giorni. 

Modalità di richiesta Altra novità risiede nel fatto che dal 2 settembre la richiesta del documento unico di regolarità contributiva verrà ammessa solo se il richiedente (sia pubbliche amministrazioni che imprese) indicherà la casella di posta elettronica certificata (PEC) a cui dovrà essere spedito. Da settembre, dunque, la richiesta del Durc sarà consentita solo se il sistema dello Sportello unico previdenziale rileverà la registrazione, nell’apposito campo, dell’indirizzo PEC della stazione appaltante/ precedente, delle società di attestazione e delle imprese. 

Utilizzo del DURC Il decreto del fare ha consentito di impiegare il DURC anche per partecipare a gare differenti da quella per cui è stato richiesto in origine. Il documento può essere utilizzato anche per: 

- verificare il possesso dei requisiti per la partecipazione alle gare; 

- stabilire la corretta aggiudicazione delle gare; - eseguire la stipula del contratto e perfezionare i pagamenti definiti dagli stati di avanzamento lavori; - rilasciare il certificato di esecuzione, verifica di conformità e regolare esecuzione. 

a cura di Sara Spicciani per Unimpresa

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