Agosto 2014

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SALDI (Strepitosi Affari Liquidano Desideri Inconfessati)

 

Questo mese nel nostro speciale abbiamo giocato un po’ con le parole per mettere in risalto le sensazioni che evoca in ciascuno di noi la parola SALDI...magica alchimia che tende a farci perdere la testa nell’affannosa ricerca di prezzi concorrenziali e grandi affari! La parola viene dal lessico commerciale: la differenza tra le entrate e le uscite sono un “saldo” positivo o negativo” e i “saldi” sono, quindi, quello che non è stato venduto in un negozio alla fine della stagione e la vendita stessa di quei capi invenduti.

Ma dove nasce questa idea e che tipo di evoluzione ha avuto nel tempo? Nati nell’ormai lontano 1928 a New York, presero vita quando i magazzini Macy’s decisero di rimediare ad un’annata di vendita negativa con una forte svendita di tutti i loro prodotti. Questo tipo di operazione, grazie anche ad un’ottima ed efficace propaganda, riuscì a richiamare folle immense all’acquisto, determinando un insperato risanamento del bilancio che fece scuola. In Italia i saldi fecero la loro prima, timida comparsa diversi anni dopo, nei famosissimi magazzini dell’Upim, nata a Verona nel 1928 e che nel lontano 1934 contava ben 25 magazzini sparsi in tutta Italia. Fu in quegli anni che, conquistata dall’idea risanatrice della svendita stagionale, propose i suoi “ribassi”. In breve tempo gli Italiani, abituati dapprima a conservare cappotti, scarpe e abbigliamento per anni e anni senza farne un ricambio stagionale, si affacciarono in un mondo completamente nuovo che gli consentiva per due volte l’anno di poter acquistare abbigliamento e vestiario a prezzi di diverse volte inferiori a quelli prestabiliti.

Ricordando che l’Upim inizialmente aveva un prezzo unico per tutti i suoi prodotti che andava da una lira alle 4 lire, e che, vista l’esposizione dei prezzi unici il cliente doveva pagare prima di entrare in modo da garantire che nessuno potesse rubarvi all’interno, l’intuizione di abbassare i prezzi in certi periodi dell’anno si rivelò incredibilmente fruttuosa a livello economico e socialmente approvata dalle masse. Così di anno in anno, in tutte le parti del mondo, dopo la primissima volta a New York, i saldi hanno accompagnato gli acquisti di fine stagione di ogni consumatore, risanando il bilancio di negozi e magazzini, favorendone il ricambio della merce e rendendo felici milioni di acquirenti. In Italia, le prime leggi che interessano le vendite straordinarie risalgono al periodo fascista. Una legge approvata il 2 giugno 1939 introduceva infatti per la prima volta le due categorie delle “vendite straordinarie” e delle “vendite di liquidazione”, ambedue definite “forme di vendita al pubblico con le quali un commerciante cerca di esitare in breve tempo tutte le proprie merci o gran parte di esse, presentando al pubblico la vendita come occasione particolarmente favorevole”. Le merci che potevano essere vendute nelle “vendite straordinarie” erano soprattutto i capi di abbigliamento, dato che erano considerati “prodotti di carattere stagionale [...] suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono esitati durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo”.

Come avviene oggi, i prezzi dovevano essere indicati chiaramente sulla merce e non potevano essere modificati durante il periodo della vendita straordinaria. A differenza di quanto avverrà in seguito, però, i commercianti potevano scegliere liberamente il periodo dell’anno in cui fare le vendite straordinarie. Ma queste vendite a prezzi ribassati erano di fatto scoraggiate, dato che imponevano al commerciante una trafila burocratica che includeva la presentazione di una domanda e l’approvazione da parte della corporazione locale. Nel 1944, dopo la caduta del regime fascista, nelle parti dell’Italia liberata le corporazioni vennero abolite e i loro poteri vennero interamente trasferiti alle Camere di commercio, industria e agricoltura e agli Uffici provinciali del commercio e dell’industria, e quindi la , la disciplina dei saldi si fece alquanto con fusa Il primo disegno di legge nazionale che si occupò di nuovo della questione fu il n. 405 A.C. (= Atto Camera), presentato nel luglio del 1979 da alcuni deputati democristiani, con primo firmatario il milanese Aristide Tesini. Il progetto di legge e la sua impostazione piacquero da subito a tutte le forze politiche e diventarono legge molto rapidamente (legge 19 marzo 1980, n. 80). In realtà la legge ripeteva, nella sostanza, la normativa in vigore durante il fascismo, con la distinzione tra vendite fallimentari da limitare ai casi di cessazione dell’attività da una parte e “vendite straordinarie per fine stagione, dette anche ‘saldi stagionali’” dall’altra. Con la legge del 1980, le Camere di commercio stabilivano i periodi dell’anno, al massimo due, in cui si potevano tenere i saldi, che non potevano durare più di quattro settimane. Le merci in saldo dovevano essere indicate chiaramente e separate dalle altre. La pubblicità non poteva essere “ingannevole” e il venditore aveva l’obbligo di dimostrare, in caso di controlli, che aveva effettivamente fatto gli sconti promessi rispetto ai prezzi precedenti. Non ci potevano essere limiti ai capi in sconto che si potevano comprare né abbinamenti obbligatori con altri oggetti da comprare per avere lo sconto.

Gran parte di queste limitazioni e precisazioni sono in vigore ancora oggi. Qualche altra modifica arrivò dieci anni dopo, con la legge 12 aprile 1991, n. 130. I periodi dell’anno vennero unificati in tutta Italia e non più lasciati alla decisione delle Camere di commercio: dal 7 gennaio al 7 marzo e dal 10 luglio al 10 settembre. Fuori da questo periodo di tempo erano possibili solo “vendite promozionali”, vietate per l’abbigliamento nel periodo dei saldi e nei 40 giorni precedenti. Nel 1998 si intervenne ancora sulle date, stabilendo che fossero le singole regioni a decidere quando poter iniziare i saldi. La celebre e molto discussa riforma del titolo V della Costituzione italiana, quella che nel 2001 ha dato diversi poteri alle regioni, ha anche consegnato loro quasi interamente anche la materia della legislazione in fatto di commercio. In Toscana quest’anno i saldi sono iniziati sabato 4 Gennaio e dureranno circa 60 giorni…quindi fino a marzo buttatevi a capofitto nella caccia all’affare!  

Chiara Torrigiani

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