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Storie di Copertina
Sempre aperti!
Giovedì 02 Febbraio 2012 13:10 | Scritto da Administrator

Negozi rivoluzionati dalle commercializzazioni. E i nostri commercianti che faranno?

Questo mese ci siamo resi conto di essere (giornalisticamente) fortunati. Grazie alla nostra costante attenzione per il territorio ci siamo trovati dei veri e propri “corrispondenti” da un (potenziale) terremoto. Con il decreto Salva-Italia, il Governo Monti ha introdotto una sconvolgente liberalizzazione che infrange i vincoli e i limiti di apertura per gli esercizi commerciali e noi per capirci qualcosa ed entrare come lame nel succo della questione abbiamo realizzato delle mini-interviste proprio con i diretti interessati. In pratica, volevamo capire con voi e per voi se “la proposta del governo italiano [contribuisce alla] distruzione di un modello di civiltà [per il conseguimento] di una giornata completamente occupata dal lavoro che imponga l’utilizzo di tempo supplementare, oltre l’orario diurno, per svolgere il proprio compito di consumatore” come ha scritto Piero Bevilacqua su “il manifesto” del 15 gennaio; o se la liberalizzazione degli orari “è un modo per andare incontro alle esigenze dei consumatori, per riqualificare e far rivivere i quartieri” come ha dichiarato il vicepresidente di FederConsumatori, Francesco Avallone. Lavoro ostico. Quindi, meglio farlo fare ai nostri “corrispondenti” che, essendo incisi sulla pelle dal provvedimento, ne sanno sicuramente più di noi.

 

Debora Furlan, del “Bar Debora” di Pieve a Nievole

“Aumentare gli orari aumenta le spese”

Debora, come la vede questa liberalizzazione? Io personalmente non sono molto favorevole alla liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura dei punti di vendita. Credo che sia una misura ammazza piccoli: purtroppo stiamo vivendo un momento piuttosto critico, i soldi sono sempre meno, e non credo che allargare gli orari serva per aumentare il volume d’affari, quanto senz’altro il volume di spese...

E con l’ordine pubblico, come la mettiamo? Personalmente avrei paura a prolungare l’orario di chiusura della sera.

Quindi, cosa crede di fare? Non credo di cambiare niente, almeno per il momento..

“È una misura ammazza-piccoli”

 

Luca Silvestri, “Alimentari Doc” di Massa e Cozzile

“Gli orari allungati non fanno parte della nostra cultura”

Luca, ma i clienti verranno nei nuovi orari? La liberalizzazione degli orari dei pubblici esercizi è una lama a doppio taglio. Bisogna far attenzione a non creare confusione nei clienti che nelle nostre zone non sono abituati agli orari allungati, che non fanno parte della nostra cultura.

Ma avrebbe paura ad aprire di notte? Se l’idea di un commerciante è quella di usufruire dell’orario allungato è giusto che lo faccia, nella speranza che le forze dell’ordine siano sufficienti (come numero) a garantire un servizio adeguato di vigilanza e repressione del crimine.

Allora vedremo il suo negozio aperto anche fuori dall’orario abituale? No, per quello che riguarda la mia attività non modificherò assolutamente gli orari: francamente mi sembrano già tante le ore di lavoro che facciamo: bisogna lavorare per vivere non vivere per lavorare.

“Bisogna lavorare per vivere, non vivere per lavorare”

 

Roberto Orsi, Parrucchiere di Buggiano

Roberto, ma secondo lei chi ha davvero deciso di fare queste liberalizzazioni? La risposta mi appare ovvia: il peso politico della grande distribuzione fa ovviamente la differenza nel prendere decisioni che non possono certo avvantaggiare chi già con grandi sacrifici per se stesso e per le proprie famiglie dedica almeno 50 ore settimanali al proprio lavoro. Anche perché credo che liberalizzazioni senza adeguate regole equivalgano ad anarchia e quindi caos.

Caos anche nella sicurezza? Il problema non sussiste. Non trovo molta differenza nell’esser rapinato in negozio mentre lavoro o a letto mentre dormo. E non credo ci sia bisogno di più sicurezza: le forze dell’ordine sono già impegnate in controlli con autovelox, etilometri o nella ricerca di uno scontrino eluso per drenare gli ultimi spiccioli che sbadatamente ci hanno lasciato in tasca…

E allora cosa pensa di fare? Aprirà anche di notte? Assolutamente no. Lavoro da 32 anni facendo una media di una settimana di ferie l’anno ed un giorno di malattia ogni due, mi si presentano almeno altri venti anni di lavoro, credo che sia sufficiente, anche se capisco di rischiare di essere definito un vagabondo…

“Liberalizzazioni senza regole sono anarchia”


Francesca Matteoni erboristeria “Angolo del benessere” di Altopascio

Perché no? Ma servirebbe coordiname nto e collab orazione tra noi

Francesca, lei mi sembra favorevole… Secondo me la liberalizzazione degli orari è un’opportunità per tutti, perché permette a chi ne ha la volontà di provare ad ampliare il proprio orario per andare incontro alle esigenze della propria clientela e tentare di allargare il bacino d’utenza. Secondo me è un tentativo che conviene fare.

Anche di notte? Purtroppo per la realtà del paese nel quale ho l’attività ti confido che non aprirei la notte se dovessi chiudere da sola...

Quindi, quando aprirà? Io ho intenzione di provare a sfruttare questa possibilità iniziando magari dal giorno di chiusura che attualmente era il lunedì mattina e anche mezza giornata della domenica, poi strada facendo valuterò se possa essere conveniente adeguare ulteriormente l’orario magari con il continuato.

Ma la liberalizzazione è un qualcosa che il commerciante può fare da solo? Secondo me per poter giovare della liberalizzazione ci vorrebbe prima di tutto la la disponibilità dei vari commercianti, per avere la capacità di attirare molta più gente. In questo modo un centro storico con i suoi negozi caratteristici potrebbe competere con i centri commerciali come qualità e fruibilità dell’offerta.

“Così potremmo competere con i centri commerciali”


Alessandro Cioni, di “Cioni Sport”di Uzzano

“Dobbiamo fare tutti un passo indietro”

Alessandro, questo mese ci occupiamo di liberalizzazioni e commercio… Sono felice di parlare di questo argomento perché ho molte cose da dire.

Cominci col dirci: perché secondo lei son state fatte? Sicuramente queste leggi vengono fatte su pressione dei colossi commerciali che ci sono in Italia e di sicuro per i piccoli diventerà, per chi ne usufruirà, una spesa.

Quindi, meglio lasciar perdere? Io non la sfrutterò, e credo fortemente che dobbiamo fare tutti un passo indietro.

Ovvero? La domenica tornare a stare con la famiglia, veder crescere i figli, andare a fare delle belle passeggiate nella natura, al mare, in montagna, sui laghi, o a visitare le tante opere d’arte che abbiamo in Italia.

Quindi, stop alle aperture straordinarie? Io sono favorevole ad aprire 3 domeniche prima di Natale e una prima di Pasqua, ed anche una domenica successiva all’inizio dei saldi. Bisogna ricordarsi che si vive una volta sola…

“Si vive una volta sola…”


Dottor Valeri, della Farmacia Morganti di Ponte all’Abate-Pescia

“Un’opportunità per meglio soddisfare gli utenti”

Dottore, che ne pensa? La liberalizzazione dell’orario di apertura è senz’altro un’opportunità per tutti quegli esercizi commerciali che se lo possono permettere. É pacifico che saranno avvantaggiati coloro che hanno le possibilità e le risorse per affrontare un onere che in genere le piccole realtà commerciali, tra cui anche le farmacie, non possono sostenere.

Quindi che pensa di fare? Credo che una maggiore elasticità e flessibilità nell’orario di apertura, sia per una farmacia, ma anche per altri esercizi commerciali, possa essere un opportunità per meglio soddisfare gli utenti, ma secondo me tutto deve avvenire entro delle regole ben precise.

Ma non avreste paura? Sa, per quanto riguarda la realtà che interessa il mondo della farmacia questo è un problema che non si pone, in quanto la farmacia come presidio sul territorio da sempre è abituata a svolgere, mediante le farmacie di turno e quelle reperibili, il servizio di guardia farmaceutica. Comunque è significativo che molto spesso i turni notturni nelle farmacie siano coperti da personale maschile per motivi di sicurezza. Sicuramente il problema sussisterebbe per le altre realtà commerciali che volessero usufruire di aperture in orari insoliti.

“Sarà avvantaggiato chi se lo potrà permettere”

Per finire, diamo i numeri

Nella nostra piccolissima indagine, che ovviamente non ha nessun fine statistico, su 6 intervistati soltanto 2 si sono dimostrati per lo meno interessati, tra i quali appena 1 ha già messo in cantiere cambi di orario. 2 (guarda caso, donne) avrebbero paura in orari insoliti mentre in 3 si pongono il problema del valore del tempo a cui facevamo riferimento nell’introduzione. 4 credono che le liberalizzazioni avvantaggeranno, in sostanza, la grande distribuzione mentre nessuno ha alla fine risposto ad una nostra domanda su quali servizi in più si aspettassero dagli enti locali per venire incontro alla novità.

Ulteriore (brutto) segno, in definitiva, di mancanza di fiducia nella politica, anche in quella più vicina?

 

 


Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Febbraio 2012 13:57