Vita, arte e meraviglie di Roberto Pasquinelli, il “pittore delle vigne”

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MONTECARLO “È tutta la vita che studio la luce”. Roberto Pasquinelli, il “pittore di Montecarlo”, ama la luce. L’ adora, la trasporta sulle sue tele con tutto l’amore e tutta la passione possibili. “E con tanto studio” ci racconta nel suo laboratorio/regno incantato incastonato come se fosse una pietra preziosa nel rosario di case e strade ferme nel tempo che sono il centro storico di Montecarlo. Ha chiamato “La stanza del Sole” il suo studio: un ulteriore atto d’amore verso il nostro astro, soprattutto verso la sua luce: “Io sono innamorato della luce del Sole, del suo illuminare le cose, del suo definirle”. Un amore che si vede, nelle sue tele, dove c’è tutta la delicatezza del suo animo gentile di fine osservatore e appassionato “lettore del territorio”.

Montecarlo, un destino – Un territorio del quale Roberto Pasquinelli non smette mai di farsi affascinare. “In effetti – mi risponde ad una domanda volutamente stringente sul tema – credo proprio che la necessità di dipingere mi sia venuta anche in nome di questo territorio, di questa Montecarlo che mi affascina, che adoro, e che ritraggo sempre”. Molti dei suoi quadri appesi alle pareti della “Stanza del Sole” ritraggono proprio questo borgo così ben conservato, dove il tempo scorre senza appiccicarvisi sopra, dove la valle sembra lontana e tutto è così affascinante. “Il territorio di Montecarlo è stato soprattutto il primo oggetto dei miei studi” mi racconta Roberto Pasquinelli, da tutti chiamato – appunto – il “Pittore di Montecarlo”.

Studiare, studiare, studiare – “Il verbo che cerca di fare suo è capire” scrive del maestro Pasquinelli il Bertoli in una sua ponderata recensione del suo lavoro. Una tensione al comprendere che fa sin da subito prediligere al “pittore delle vigne” una rappresentazione quanto più realistica possibile del soggetto paesaggistico: “Io voglio ritrasmettere agli altri le emozioni che provo, per me la pittura è soprattutto un movimento di comunicazione con gli altri. Un’attività che necessita di molte ricerche”. Perché quello dell’artista-pittore che ricerca l’“assoluto naturale” è un lavoro molto profondo, intenso, comparativo e contemplativo: “Il talento è necessario, ma non sufficiente: serve lavorare moltissimo, studiare, affascinarsi e provare, mettersi alla prova ed aggiornarsi sempre”.

La vita da artista – Il maestro Pasquinelli, nella sua lunga carriera, ha vissuto momenti diversi: “La vita d’artista è complicata, soprattutto per chi, come me, decide di non farsi ‘comprare’ da un gallerista, o da un affarista, rischiando di fare un proprio marchietto, e di rimanere quello che riproduce quel prodotto. È vero: da Montecarlo passano molti stranieri, moltissimi miei quadri sono finiti negli Stati Uniti, o in Inghilterra, ma con questa maledetta crisi non è più la stessa cosa…”. E poi c’è stato l’incontro con Sgarbi, che il maestro Pasquinelli ricorda con un sorriso: “Adoro il Professore, personalità eccezionale e un critico infallibile. E fu un onore essere recensito da lui”. Un onore che il “pittore di Montecarlo” tiene ben conservato nella sua “stanza del Sole”, in mezzo alle meraviglie che imprime, attento e delicato, sulle sue tele.

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