La scelta della Scuola? Può essere una questione di metodo

Con l’inizio del nuovo anno ci troviamo a fare i conti con la pagella, la scelta della scuola secondaria, l’elenco dei buoni propositi e anche con il resoconto dell’anno che si è appena concluso. Se non l’avete già fatto è solo questione di giorni, ore, secondi.

I BUONI PROPOSITI – Lo studente accorto vorrebbe poter avverare tutti i suoi buoni propositi per il nuovo anno scolastico, ripartendo da quelli che aveva fatto a settembre, con la possibilità di aggiustare il tiro, magari anche alzando l’asticella se il risultato è stato migliore delle aspettative. Non sempre però è così, perché di solito all’inizio c’è una forte motivazione, ma mano a mano che il tempo passa è facile arrendersi o riprendere le cattive abitudini, temporeggiare, accumulare troppe materie da studiare e d’impegnarsi poco, rimandando a un tempo non ben definito tutti gli obiettivi che si volevano raggiungere.

I TRUCCHI DEL SUCCESSO NELLO STUDIO – Se però potessi conoscere i trucchi per avere successo negli studi come sarebbero i tuoi risultati? Probabilmente sorprendenti e raggiungibili, con la sola condizione di non lasciare al caso così come viene, ma pianificando dettagliatamente i l percorso per raggiungere il traguardo e impegnandoti seriamente. Qualunque sia il risultato da raggiungere, è fondamentale seguire delle indicazioni per conseguirlo.

LA SPECIFICITÀ – La prima indicazione riguarda la specificità dell’obiettivo: una volta scelto, deve essere il più dettagliato possibile, definito fino a i minimi termini, arricchito di contenuti e immagini potenzianti, deve creare entusiasmo già partendo dalla sua definizione. È sufficiente anche un solo obiettivo, purché definito bene e realistico da raggiungere, importante per la tua carriera scolastica. Se ancora non hai ben chiaro cosa vuoi raggiungere, inizia a pensare a quali sono i tuoi desideri, senza generalizzare, e iniziando a delineare il traguardo. Durante la definizione dei dettagli si riesce anche ad intravedere la strada da seguire, come fare, quale piano di azione mettere in pratica e quali sforzi saranno necessari. La difficoltà spesso sta proprio in questo: tante idee ma pochi piani di azione per trasformarle in risultato.

UN DIARIO DEL TUO OBIETTIVO – La seconda indicazione riguarda la tenuta di un quaderno, un diario, anche un semplice foglio dove scrivere tutti i propositi da trasformare in obiettivi. Scrivere la lista di ciò che vorresti ottenere aiuta a definire e visualizzare meglio i concetti che, una volta scritti, diventeranno anche più chiari alla nostra mente. Avendo a disposizione uno spazio personale, il massimo potrebbe essere creare un cartellone o una lavagna di medie dimensioni da appendere, sulla quale non solo scrivere i propri obiettivi, m a accompagnare le scritte con delle immagini appropriate, per aiutare la mente a vedere la realizzazione, in modo da tenere sempre presente il traguardo e aiutandoci così anche a sostenere lo sforzo per il raggiungimento del risultato. Guardando ogni giorno il cartellone o la lavagna sarà più facile mantenere alta la motivazione. Un suggerimento importante nella scelta dell’obiettivo potrebbe essere quello di non fermarsi a ciò che già si conosce, ma di allargare la visione attraverso la ricerca di informazioni correlate. Il miglior modo per andare incontro ad un obiettivo da raggiungere è imparare a conoscerlo meglio per prepararsi nel modo giusto. Con l’acquisizione di nuove informazioni, domanda genera domanda e così si va avanti fino a definire minuziosamente la strategia, fino ad accorgersi di avere la situazione ben chiara e facilmente delineare come fare a raggiungere il risultato che ci siamo prefissati.

SE SERVE, CAMBIA METODO – Nel definire obiettivi relativi allo studio, potrà succedere che un metodo che ci aveva permesso di ottenere buona soddisfazione ad un tratto non funzioni più. Senza abbattersi più di tanto, l’attenzione va subito spostata a trovare nuove soluzioni, nuove strategie e creando così un metodo nuovo e più efficace. Alcune persone apprendono di più mentre prendono appunti, altre ascoltando e leggendo, alcuni invece spiegando l’argomento agli altri, magari utilizzando qualche tecnica per memorizzare meglio. Le nozioni che stai studiando devono essere capite veramente, visualizzandole nella mente, disegnando delle mappe mentali supportate magari da quelle concettuali per ricordare meglio i dettagli. Come dico spesso, un elefante si mangia a piccoli pezzi; senza farsi spaventare da una bella mole di pagine da studiare, inizia suddividendo gli argomenti, e gli argomenti in sezioni, in modo da renderli più facilmente accessibili anche all’impatto emotivo. Una volta identificato, per migliorare la tua performance scolastica, il tuo metodo va messo in pratica con costanza. I concetti possono dirsi assimilati solo quando diventano tuoi. Tutto ciò richiede impegno, pensare di poter ottenere grandi risultati senza fare sforzi concreti nel tempo produrrà unicamente frustrazione. I pensieri e la buona volontà da soli non sono sufficienti, occorre il fare, coordinato da un buon piano di azione e occhi aperti alle novità, ai segnali latenti, per poter cogliere ogni opportunità.

PENSA POSITIVO – Anche pensare in maniera positiva contribuisce alla realizzazione e al raggiungimento dei traguardi che ogni studente si dà. Se non sei convinto di potercela fare, difficilmente ci riuscirai; rimanere con un atteggiamento pessimistico potrà danneggiarti e mantenerti lontano dai risultati positivi e ambiziosi. Occorre credere in se stessi, essere convinti delle proprie azioni, imparare a superare gli ostacoli e fare tesoro degli errori commessi, in modo da non commetterne più di uguali. Ogni volta che si sbaglia e si trova il coraggio per ripartire una nostra debolezza si è trasformata in una nuova esperienza. Il fatto di sapere che siamo in grado di poter reagire alle difficoltà non potrà preservarci dal commettere nuovi errori o evitare inciampi di percorso, ma ci metterà nella condizione di trovare le soluzioni, qualunque sia la situazione che si presenta. E ogni volta che ce la fai festeggia. Parecchie persone, ad obiettivo raggiunto, si dimenticano di festeggiare, sbagliando. La nostra mente, la nostra fisiologia, la nostra persona tutta ha bisogno di essere ricompensata dopo una fatica: è una questione di gratitudine.

FALLE DIVENTARE BUONE ABITUDINI – Seguire queste piccole indicazioni fino a farle diventare delle buone abitudini ci permette di costruire una visione di lungo periodo e di affrontare il percorso scolastico, e non solo, in maniera costruttiva. Lo studio serve per costruire il nostro avvenire, è lo strumento che ci permette di aprire le porte ed è importante trascorrere il periodo scolastico con serenità, proprio perché si tratta di un percorso importante e duraturo nel tempo.

PUNTA IN ALTO – Non arrenderti e punta in alto. Sognare in grande comporta la stessa fatica che sognare in piccolo. Se l’obiettivo finale ti appare troppo difficile da raggiungere, scomponilo in più tappe mantenendo la visione del raggiungimento del r i sul tato. Potrai aiutarti anche individuando i tuoi punti di forza e riflettendo sul potenziale ancora inespresso e da far emergere. Eventuali debolezze potranno così essere gestite al meglio, fino quasi a scomparire del tutto. Ti troverai così alla meta quasi senza essertene accorto, perché durante il percorso avrai saputo acquisire tutte le competenze necessarie, avrai raccolto tutte le informazioni utili e messo in pratica tutte le esperienze.

QUANDO SARAI ALLA META – Quando sarai alla meta, ti auguro di essere davvero felice del risultato che hai raggiunto. Qualche volta capita di non esserlo, perché abbiamo perseguito un obiettivo che non era davvero nostro. Meglio fare chiarezza prima e chiedersi qual è il vero motivo per cui vogliamo raggiungere un obiettivo in particolare. Avere obiettivi chiari permette anche di fare le scelte giuste, cosa che di solito è percepita come difficile, soprattutto quando la decisione da prendere si riferisce a qualcosa di davvero importante per noi, come nel caso della scelta della scuola superiore o dell’università. Scegliere senza sbagliare, fare la scelta giusta in serenità e in qualsiasi campo, decidere in pieno accordo con i desideri e le aspirazioni può essere possibile. Se prendere una decisione non è facile per nessuno, ci saranno occasioni in cui commetteremo degli errori e altre in cui faremo la scelta giusta. Come riconoscerle?

MEGLIO UNA SCELTA SBAGLIATA CHE NON SCEGLIERE – Meglio una scelta sbagliata che non scegliere: esiste sempre l’opzione di restare fermi dove si è e non fare nulla, ma, prima o poi, sarà necessario agire. L’unica cosa che otteniamo quando rimandiamo una decisione è farci trasportare dagli eventi, scegliendo di non scomodarci, e molto spesso prendendo il cammino che ci produce un maggiore piacere immediato, senza pensare alle possibili conseguenze, o facendo scegliere altri al posto nostro. Suggerisco sempre di iniziare mettendo per scritto ciò che dobbiamo scegliere, producendo così una sorta di distacco emozionale. L’onda delle emozioni, positive o negative che siano, può condizionare la capacità di decidere razionalmente e quando bisogna prendere una decisione, il primo passo da fare è mantenere la calma per rimanere lucidi.

QUANTE PIÙ INFORMAZIONI POSSIBILI – Il secondo passo è raccogliere quante più informazioni possibili per avere il quadro completo della situazione e tenere di conto di tutto, prima di decidere. Il processo decisionale, soprattutto se riguarda questioni importanti, dovrebbe basarsi sulla logica. Per analizzare la questione esistono molte tecniche, anche mutuate dal mondo aziendale, più o meno complesse. Una delle più semplici che viene utilizzata e anche molto efficace è la tecnica dei 5 perché: chiedendoti “perché?” cinque volt e a cinque domande consecutive, potrai determinare se stai prendendo una decisione in base a motivi validi. INDAGA – Indagare bene è molto importante perché molto spesso i conflitti interni e le voci che giungono dall’esterno ci procurano un effetto di stordimento, impedendoci di riuscire a vedere chiaramente dentro di noi e portandoci a decisioni sbagliate, per niente in linea con le nostre intuizioni, a cui invece è bene dare ascolto. L’intuizione ci offre informazioni, idee, che possono essere sfruttate per un’ulteriore riflessione. E poi, non ci resta che fare il passo.

LA RESPONSABILITÀ – Decidere implica un’assunzione di responsabilità, e la scelta della scuola giusta, soprattutto nel passaggio dalla scuola media alla scuola superiore, deve essere supervisionata dai genitori, in accordo con gli insegnanti e nel rispetto delle attitudini dello studente. In questo momento cruciale della vita dei propri figli, i genitori devono cercare di aiutarli ma senza scegliere al loro posto. Innanzitutto, da tenere presente che non esiste una scuola migliore delle altre, o una migliore di tutte le altre. Esiste quella più adatta a te, e va individuata. Si consiglia di parlare con i propri figli per cercare di capire quali sono i loro desideri e per individuarne le attitudini e le potenzialità, elementi che di certo saranno già emersi durante gli anni della scuola media. Considerate poi le materie preferite: durante gli anni delle medie, i ragazzi avranno sicuramente sviluppato una preferenza per alcune materie piuttosto che per altre e queste rappresenteranno certamente un buon punto di partenza per scegliere l’istituto superiore più vicino ai loro interessi. Nella vita, le cose che ci riescono meglio in genere sono quelle che amiamo, oltre che quelle per le quali siamo portati. La scelta della scuola superiore non può non tenere conto di questo fattore: da evitare gli indirizzi troppo pieni di mater i e indigeste. Anche i t e s t attitudinali di orientamento sono uno strumento utile per decidere, ma non sono una verità assoluta. Sei sempre tu l’autore della scelta. Tu e la tua famiglia, con la quale devi confrontarti.

IL FUTURO DELLA SCUOLA MEDIA – Durante la terza media, sarà la stessa scuola a cercare di guidare i ragazzi nella scelta per il futuro attraverso attività o incontri e inviti alla partecipazione agli open day; tanti istituti superiori organizzano degli open day per permettere ai potenziali nuovi iscritti di visitare la scuola e assistere a delle lezioni per farsi un’idea dell’indirizzo proposto. È un ottimo modo, per poter vedere da vicino il tipo di ambiente e i professori e per aiutare il ragazzo a capire se quell’indirizzo fa davvero per lui, oltre che per valutare alcuni fattori pratici come ad esempio la distanza da casa.

E PER I GENITORI, UNA PAROLA D’ORDINE: “LIBERTÀ” – L’errore più grande che un genitore possa fare è quello di imporre al proprio figlio la scuola dove iscriversi. Non scegliete al suo posto. Se un ragazzo studierà materie che non lo coinvolgono, infatti, è probabile che finirà per andare male ed essere bocciato, senza considerare la frustrazione e la perdita di tempo. Bisogna lasciare che decida da solo, in base ai propri interessi, alle proprie attitudini e anche a ciò che vorrebbe fare da grande: se poi dovesse andare male o dovesse accorgersi che non è il percorso adatto a lui, allora si potrà sempre fargli cambiare indirizzo. I tipi di scuole superiori tra cui si può scegliere sono i licei, gli istituti tecnici e gli istituti professionali, ognuno con caratteristiche proprie.

IL LICEO – I licei offrono un’ottima formazione a livello di cultura generale, consentono anche di imparare un buon metodo di studio, sono particolarmente indicati a chi dopo intende iscriversi all’università. Chi desidera approfondire le materie umanistiche può scegliere tra liceo classico e liceo linguistico; chi intende intraprendere, invece, un percorso scientifico approfondendo matematica e fisica opterà per il liceo scientifico; i ragazzi interessati all’arte, alla musica o alla danza possono scegliere il liceo artistico o il liceo musicale e coreutico; infine, per gli studenti interessati all’aera sociale-educativa il percorso migliore è il liceo delle scienze umane.

GLI ISTITUTI TECNICI – Gli istituti tecnici forniscono una formazione teorica e pratica, preparando i ragazzi a realizzare concretamente ciò che hanno studiato e dando loro, dunque, la capacità e le competenze per lavorare subito dopo il diploma, senza necessariamente dover proseguire il percorso di studi con l’università. Gli indirizzi disponibili sono divisi nei settori tecnologico e economico, e sono stati studiati proprio per favorire l’occupabilità dei neodiplomati, grazie anche ai laboratori e alla possibilità di fare esperienze di tirocinio nelle aziende, oggi sempre più alla ricerca di queste figure professionali. Scegliendo questa tipologia di scuola superiore, i ragazzi possono diventare dei tecnici specializzati nel settore che più li interessa, da quello agrario a quello turistico, passando per quello informatico, tecnologico, elettronico, meccanico o grafico.

GLI ISTITUTI PROFESSIONALI – Gli istituti professionali, così come quelli tecnici, forniscono ai ragazzi una preparazione pratica oltre che teorica, rendendoli subito pronti per il mondo del lavoro, anche in questo caso grazie ai laboratori e ai tirocini che è possibile svolgere presso le aziende. Gli istituti professionali si dividono in due settori: il settore servizi, che comprende i servizi sociosanitari, i servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità, i servizi commerciali e quelli per l’agricoltura; il settore industriale e artigianale, invece, è suddiviso nell’indirizzo industriale e in quello di manutenzione e assistenza tecnica. Nel valutare l’indirizzo di studio dai uno sguardo al mondo del lavoro, pensa a quale lavoro ti piacerebbe fare da grande e non fermarti mai a un’unica opzione, valutale tutte: i tuoi talenti possono essere valorizzati, e trasformati in tantissime professioni.

SCEGLI CON CALMA, SCEGLI BENE – Non seguire mode né amici, e non andare per esclusione. La scelta dell’indirizzo di studi deve rispecchiare una scelta di vita, di lavoro e di interessi personali. La conoscenza delle persone può aiutare a rendere il passaggio alla nuova scuola meno duro, ma riuscirai comunque a costruire nuove amicizie e relazioni e a vivere l’esperienza di studio nella maniera migliore.

VIVI LA SCUOLA AL MEGLIO – Vivere la scuola nel miglior modo possibile ti aiuta anche a credere di più nel futuro. Da alcuni studi fatti nel 2016 sulla condizione giovanile in Italia fra oltre nove mila giovani tra i 18 e i 33 anni con titolo di studio, condizione lavorativa e residenza diverse, emerge un dato interessante e allo stesso tempo preoccupante: il 50% dei giovani non vedono nel loro percorso scolastico una risorsa per costruire il proprio presente e un futuro professionale. Solo il 41% dei giovani (con una punta del 44,5% tra gli studenti che hanno fatto studi tecnici) ha dichiarato di essere d’accordo sul fatto che l’istruzione è utile per trovare più facilmente lavoro. Il 9,2% dichiara persino che l’istruzione scolastica non serve a nulla. I giovani hanno capito sulla loro pelle che per trovare lavoro non serve sapere solo la fisica e l’informatica ma serve saperla applicare. L’Italia quanto alle competenze digitali di base degli studenti, è al 23esimo posto in Europa. Eppure nei prossimi anni avremo bisogno di figure competenti in questo settore. Non solo. Dire che l’occupazione non c’è non è sempre vero. Nel nostro Paese, il ministero dell’Istruzione ha calcolato che ci sono ogni anno più di 300 mila richieste di diplomati degli istituti tecnici e professionali da parte delle aziende. Chi sceglie una scuola di questo tipo ha una grande possibilità di trovare lavoro ma gli alunni che si iscrivono a queste scuole sono sempre meno. Si tratta di un passaggio culturale necessario. E non c’è più tempo per attenderlo.

Dott.ssa Antonietta Giuntoli – metodo5.it

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